
Minorca
Minorca è la più nordorientale delle Isole Baleari, il che significa anche la più fresca e ventosa in tutte le stagioni. Le coste a nord infatti sono battute dalla Tramontana, gli olivi selvatici e i lecci rimangono bassi e si piegano sotto le sferzate del vento, la macchia mediterranea è ancora più intensamente odorosa e cresce quasi sulla nuda roccia, conferendo al paesaggio una bellezza particolare e suggestiva; le coste a sud, più temperate, di sabbia bianca, digradanti verso acque trasparenti, sono spesso circondate da zone di orticoltura o da pascoli bovini.
La capitale, Maò (a est), è una cittadina di chiara impronta inglese, mentre Ciutadela (a ovest) rispecchia lo stile della dominazione spagnola; altre città importanti, con ricchi mercati settimanali e feste tradizionali assolutamente genuine e affascinanti, sono Mercadal, Ferreries, Alaior e Sant Lluìs.
Si parla una versione autoctona del catalano, ma il castigliano è ugualmente ben accetto; l'inglese non è quello di Oxford e i Minorchini, gentili e disponibili, si sforzano di comunicare in italiano se quella è l'unica possibilità...
La dominazione inglese ha lasciato un retaggio evidente nella produzione di gin (molto aromatico, veramente squisito), nell'architettura e nella correttezza che impone a tutti di fare le code senza spintonare e senza passare avanti, di rispettare il codice della strada e le norme della convivenza civile. Il traffico è regolato da un sistema ricorrente di rotatorie: ha la precedenza chi si è già immesso, non necessariamente chi viene da destra, perciò - per evitare disastri - è obbligatorio ricordarselo.
I negozi chiudono in genere più tardi che in Italia, ma molto spesso non sono aperti il sabato pomeriggio; gli orari del pranzo e della cena slittano di 1-2 ore rispetto all'Italia, ma è possibile cenare anche alle alle 19, insieme a Tedeschi e a Inglesi.
La cucina è mediterranea di mare e di terra: tipica la zuppa di aragosta, l'oliagua (zuppa molto liquida di pomodoro e crostini), la tortilla, le melanzane ripiene e tra i dolci turrones e pastissets (biscotti di pasta frolla), oltre a torte e calzoni salati, a tutti i tipi di pesce e crostacei del mediterraneo e a capretto e agnello.
L'isola è ricca di resti archeologici che testimoniano numerosi insediamenti fin dall'età del ferro, di sentieri nel verde, lungo le spiagge e nelle zone degli stagni salati; concerti e feste tradizionali si svolgono nell'intero arco dell'anno. Tennis, diving, golf, cricket, equitazione e nautica si praticano in diversi centri.

Tra i prodotti tipici, oltre al gin, il queso Mahon (formaggio di latte vaccino), l'ensaimada (una specie di grande brioche rotonda molto soffiata e variamente farcita), la cioccolata, le abarcas (sandali di pelle dalla forma molto semplice ma dalle infinite varianti), le scarpe in genere, gli abiti di Faustino, le ceramiche di Lora Buzòn.
Il supermercato "Sa Botiga" (500 m a destra uscendo da Biniali e 200 m a sinistra uscendo da S'Uestrà) fa in genere orario continuato (8 - 20.30); le verdure e la frutta provengono in parte dal loro orto. Qui si possono anche prenotare i quotidiani italiani, ma non tutti arrivano in giornata; altri supermercati si trovano nella zona industriale di Sant Lluìs e di Maò, nonché in tutte le cittadine.
Le nostre case sono circondate da ottimi ristoranti: Villa Madrid (vicino a Sa Botiga), Caraba (all'incrocio per Torret) con cucina basca e Anakena (al chilometro 1 della strada che porta a Sant Lluìs); se avete pretese meno sofisticate, La Rueda (nella via principale di Sant Lluìs) ha ottime tapas (spuntini), freschissime e a buon prezzo, e anche un settore ristorante con terrazza. D'estate la prenotazione equivale alla garanzia di poter cenare: l'ora buona potrebbe essere le 21.30-22.00, dopo i tedeschi e prima degli spagnoli. Per “tapear” non si prenota mai (ci si affida alla fortuna oppure si aspetta un po’; normalmente tra le 20.30 e le 21.30 è troppo tardi per inglesi e tedeschi e troppo presto per gli spagnoli).

L'aeroporto è a pochi chilometri dalle nostre case e la tariffa del taxi per raggiungerle si aggira intorno ai 10 €. I mezzi pubblici non sono molto frequenti: nel centro di Sant Lluìs c'è la fermata dell'autobus che porta a Mahon, ma è consigliato senz'altro l'uso dell'automobile per raggiungere le spiagge e i siti archeologici.